Comunicato n.52 - 7 marzo 1997

E' un falso problema?

Non è una diversa espressione dell'amletico dubbio e neanche il grido angoscioso di una vergine.

E' una frase che è stata pronunciata a proposito del "servizio sul posto", nel corso di una trattativa a livello locale.

Secondo costoro, infatti, la richiesta di una regolamentazione del "Servizio sul posto" costituisce un falso problema, perché, si aggiunge, le consuetudini operative delle quali si chiede il riconoscimento sono attive e, ad eccezione di Cinecittà, rispettate.

Secondo la stessa fonte poi, intravedere dei motivi di malumore nel personale che lavora negli studi di Cinecittà, è come cercare il sesso negli angeli.

 

Mi sono pizzicato ed ho constato che ero ben sveglio. In genere ci si aspetta di dover competere con la controparte dirigenziale e non con altri rappresentanti dei lavoratori.

Ho preso un PR e sto ancora in autoanalisi! Ho riletto il comunicato di sciopero del 4/9/96 cui avete tutti aderito, che cita: "Per la mancata regolamentazione del significato di Servizio sul posto e la mancata risoluzione dei tanti problemi relativi a Cinecittà, compresi quelli igienico - sanitari.

Per la revisione della trasferta ed il riconoscimento del viaggio come lavoro a tutti gli effetti.

Per una maggiore democrazia all'interno dell'Azienda ...".

Ho riletto tutti i comunicati, quello del 16/5/96 "Condizioni di lavoro negli studi di Cinecittà". Quello del 19/9/96 "Comportamenti relativi a Cinecittà". La presa di posizione del 19/6/96 con oggetto. "Produzioni a Cinecittà" e allegata proposta di regolamentazione del "servizio sul posto". Ho rivissuto le assemblee, gli incontri, le intemperanze, le discussioni, le speranze disattese, le umiliazioni, le artificiose contestazioni disciplinari e le ingiuste punizioni. Ho ricordato i momenti di comprensione e gli sguardi interrogativi, d'attesa. Ed ora ............

 

... "E' un falso problema". Qualcuno estraneo a tutto questo, si arroga il diritto di dirci: "E' un falso problema", il che equivale a dire "Siete dei c.... "Non avete capito niente".

E' un comportamento finalizzato a mettere in discussione l'Associazione, la sua stessa esistenza e la sanità mentale degli iscritti?

Con quale diritto ?

Abbiamo sempre evitato atteggiamenti competitivi. Non abbiamo mai fatto opera di reclutamento. Abbiamo cercato di collaborare ed è convinzione comune che la rappresentanza si conquista con l'impegno e si mantiene con il buon senso, che il momento difficile richiede la collaborazione di tutti. Allora?

 

E' possibile che sia io ad avere inconsciamente amplificato condizioni e fatti inesistenti o trascurabili? O sono questi signori, che vivendo una realtà diversa hanno maturato convincimenti opposti ai miei? Fatemelo sapere! Certo, un problema e evidenziato unicamente da coloro che lo vivono e forse, coloro che lo vivono ne chiedono la soluzione a quelli di cui si fidano. Fessi!

Francesco Pompeo