Lo stabilimento cinematografico di Cinecittà mal si presta ad una produzione televisiva da studio perché mancano strutture, servizi, uffici e supporti di tutti i tipi. E' però conveniente lavorarvi ed è quindi necessario farlo, ma perché spendere soldi in una struttura che non è Rai ? Responsabilmente i colleghi interessati l'avevano compreso. Le nostre truppe scelte, le Riprese Esterne, operano in tutte le condizioni e così, sono ormai sei o sette anni, che lavorano in questo sito in modo continuato ed a costi competitivi per produzioni importanti e sempre più numerose. Ben venga il lavoro!
All'abitudine aziendale nei confronti della conveniente soluzione operativa ha fatto riscontro una sempre minore comprensione per i disagi sopportati dal personale che, da parte sua, accusava invece una sempre maggiore stanchezza per l'uso improprio delle risorse (regie gommate al posto di regie fisse e quindi mancanza di spazi ecc. ecc.). Dopo le timide e per giunta scrupolose agitazioni dell'anno scorso, da parte di personale abituato a collaborare e tra la soddisfazione delle OO. SS. rivali, l'Associazione dei lavoratori ARE ricevette in cambio: intimidazioni terroristiche, la punizione di un'intera squadra precostruita a tavolino, la soppressione della sigla "Servizio Esterno" dagli orari di lavoro. Con l'inizio, quest'anno, di un nuovo ciclo di produzioni senza che nulla sia mutato in meglio, si convalidano anche gli effetti negativi della reazione aziendale. Come se tutto fosse stato previsto.
Sul piazzale interno della sede di Via Teulada c'erano ieri i colleghi della Milano quattro. Siamo casualmente venuti a sapere che gli hanno detto di prestare attenzione, perché i loro orari di lavoro saranno controllati dal tornello... a che serve? Perché? Dove il vantaggio aziendale? E' ovvio che il controllo c'è dovendo entrare ed uscire da un centro Rai! Perché evidenziarlo? Ci si preoccupa forse delle maggiorazioni serali o notturne? E' inutile, perché sono soggette alla legittimazione del preposto aziendale: il direttore di produzione. Si consideri che non si pagano straordinari perché tutto il personale è a 33%. Allora? Non è poi forse vero che in trasferta l'orario di lavoro comprende i tempi per il raggiungimento del posto di lavoro dall'albergo e viceversa? Si ricorda qualcuno che i cameraman hanno un altro contratto? Che il gruppo, magari unito, è costretto a dividersi? Non è vero, che anche nell'eventualità in cui la produzione finisca prima, è impensabile un diverso uso del personale in trasferta? Non è vero che essi sono in orario quando portano una camicia in lavanderia? Non è forse vero che sono in orario 24 ore al giorno?
Deregulation, "senza regole", significa liberare la produzione dalle pastoie d'ordine burocratico ed enfatizzare la partecipazione al momento produttivo. Questa non è deregulation ... è stupida ed ingiustificata regulation! Non porta a nessun tipo di risparmio.
Consapevoli che tutte le truppe scelte sono trattate con un minimo di riguardo, non per mere questioni di privilegio, ma perché destinate a sopportare maggiori rischi e disagi, constatiamo, con un pizzico di nostalgia, come l'attuale mancanza di considerazione ci obblighi a pensare: "c'erano una volta" ... oggi, solo estranei mercenari.