Roma 15/12/97

Sullo sciopero a Cinecittà del 11/12/97

Dieci giorni di sospensione ed il licenziamento, questa l'esplicita e terroristica minaccia del dirigente delle Riprese Esterne dott. Aldo Pellegrini per costringere i più timidi a sostituire i colleghi in sciopero.

Si aggiunga: l'invenzione di una fantomatica circolare, secondo la quale, i chiamati a sostituire colleghi non potevano entrare in sciopero se avevano già cominciato un turno di lavoro, le paterne minacce di contestazioni disciplinari per rifiuto di prestazione, l'illecito spostamento di tecnici con contratto di formazione lavoro da altri siti e l'utilizzazione d'eroici funzionari di vario grado.

Ecco in sintesi la risposta dei preposti aziendali in seguito allo sciopero della R04 in occasione della diretta: "Faccia Tosta".

A fronte di un'adesione del 100% degli iscritti relativi alla squadra, a fronte di un'adesione del 70% tra il personale delle R.E., esclusi gli specializzati degli Impianti Elettrici di Ripresa, la trasmissione è andata in onda.

Qualcuno ha forse vinto? L'importante per noi era far trapelare con forza il malumore, l'importante per la Rai é costatare e risolvere, l'importante per la collettività far risaltare pericolosi comportamenti di minaccia alle regole democratiche.

A Roma come a Palermo, si sono raggiunti tutti gli obiettivi, ma il risultato è sicuramente negativo per tutti.

Il diritto di sciopero, come tanti altri, é previsto e riconosciuto dalla Costituzione.

Nelle riprese esterne del CP/TV di Saxa Rubra Roma della Rai radiotelevisione italiana, come al TGR di Palermo il vertice di settore sembra non saperlo, si arroga il diritto di impedirlo e lo dimostra con i fatti. La regola di comportamento è quella della squadra antisciopero, dell'intimidazione, della minaccia e addirittura della minaccia di licenziamento.

Prevale, evidentemente, la personale convenienza alla difesa della propria immagine di gestori.

Tacere o minimizzare queste azioni rende egualmente colpevoli. E' un dovere denunciare ed ovviamente primi tra tutti devono essere coloro che si arrogano o si fregiano dell'appellativo di sindacalisti.

Noi lo vorremmo urlare con tutto il nostro fiato ed evidenziamo e denunciamo il fenomeno.

Sentiamo l'obbligo di difendere il diritto di sciopero con tutte le iniziative possibili e consentite.

Sentiamo il dovere di tutelare il diritto dei lavoratori a non vedere vanificato il loro sacrificio economico dall'azione di pochi, il cui comportamento mal si concilia con l'esempio che un vertice dovrebbe trasmettere.

Sollecitiamo i tanti colleghi intimiditi e minacciati ad avvicinarsi al sindacato, ad informarsi.

Invitiamo tutte le forze politiche e sindacali a riflettere ed a intervenire con la massima energia.

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