Comunicato n. 67 - 13 gennaio 1997

AL REFERENDUM

L’are nata a Roma dai lavoratori Rai delle Riprese Esterne, è oggi confortata dall’adesione dei colleghi di Bolzano, Firenze, Ancona, Napoli, Palermo ed è in stretto contatto con quelli di Milano e Bologna.

L’Associazione rivendicava il diritto a trattare quanto di specifica competenza: "La trasferta".

Non era mai accaduto che i lavoratori del settore potessero farlo. Non si erano mai organizzati.

Non è ancora accaduto! Altri hanno siglato un’ipotesi d’accordo… Eppure avevamo tanto da suggerire.

Rileviamo come la disattenzione per l’interlocutore vero significhi, ancora una volta: "Politication".

Riconosciamo altresì all’Azienda il "merito" d’aver sottoscritto un accordo vantaggioso con la controparte più accomodante e meno preparata sul tema.

Ci domandiamo quante saranno le energie che i lavoratori, presi in giro, dovranno spendere per recuperare. Quali i costi per tutti?

Rifiutiamo l’ipotesi siglata. Evitiamo l’analisi delle aberranti tredici ore di lavoro.

Evidenziamo che l’accordo trascura la perequazione tra i diversi trattamenti; determina una gratuita reperibilità di fatto e limita il godimento del proprio tempo libero con l’obbligo di pernottare dove vuole l’organizzazione.

Pur nei limiti delle norme in vigore, non svendiamo la libertà di scelta ed affermiamo che solo i diretti interessati hanno facoltà di decidere in proposito.

Non è l’analogia con la recente sentenza d’Ancona a determinarci nella pretesa del diritto, ma la consapevolezza e la voglia di democrazia, garante ormai l’Europa.

L’accordo siglato ci rende colpevoli, ci attribuisce la responsabilità di non aver ancora espresso una forte determinazione unitaria e forse, di aver dato troppo. Di aver abituato l’Azienda a trovare sempre una particolare disponibilità a prestazioni extracontrattuali.

Convinciamoci! Questo sano e diffuso desiderio di collaborare non premia, ma ci attribuisce la patente di: "Fessi".

Sembra che si voglia un altro ministero e la strada seguita è quella della spersonalizzazione e della deresponsabilizzazione. I difetti e gli svantaggi di un ministero non si conoscono perché non sono ancora emersi, ma la volontà di farli crescere ed alimentarli c’è tutta.

Il Sindacato indice una consultazione referendaria allo scopo di rigettare sia quest’ipotesi d’accordo, sia quello siglato il 5 aprile 97. (Quello per intenderci in cui si tentava, ancora, di costringere alle dieci ore programmate).

L’Associazione are condivide. Invita iscritti e simpatizzanti a collaborare e sponsorizzare opportunamente l’iniziativa, di là dalle proprie convinzioni politiche ed adesioni sindacali. Esorta gli indecisi e gli astensionisti a partecipare perché è importante.

Il Cartello dell’Autonomia ha in corso assemblee in ciascuna sede Rai. L’are parteciperà nei limiti delle sue possibilità delegando, negli altri casi, fiducia al " Cartello " ed ai colleghi delle R.E. tutti.

Scuotetevi, reagite, partecipate.

Francesco Pompeo