Comunicato n. 73 - 22 maggio 1998

Riposo in settimo giorno

Sia la Costituzione (Art.36 comma III) sia il codice civile (art.2109) riconoscono come irrinunciabile il diritto al riposo settimanale che, di norma, dovrebbe coincidere con la domenica.

La coincidenza domenicale è superata, nel caso dei lavoratori turnisti, fatto salvo: l’impegno aziendale a prodigarsi affinché si possa godere del maggior numero possibile di riposi coincidenti con la domenica e la diversa retribuzione (maggiorazione) per il lavoro domenicale.

Il termine irrinunciabile è interpretato dalla giurisprudenza nel senso dell’assoluta impossibilità per chicchessia di imporre l’obbligo di una prestazione lavorativa in settimo giorno, (salvo catastrofi) perché si sostiene: lo ha deciso "Dio".

Accettiamo che, in casi particolari, il consenso tra le parti (datore di lavoro/dipendente) permetta di lavorare anche in settimo giorno, ma è opportuno sapere che, anche in questo caso, il danno da usura psicofisica subito dal lavoratore non può essere circoscritto al mancato riposo nel settimo giorno, ma aumenta progressivamente in tutti i giorni successivi e fino al concreto godimento del riposo.

Conseguentemente il risarcimento dovuto al dipendente dovrà comprendere, oltre a quanto già previsto per il settimo giorno, ulteriori importi risarcitori, in progressione crescente, fino al giorno del godimento del riposo (Pret. Milano 11/12/96, est. Atanasio, in D&L 1997, 610), il pretore ha quindi ritenuto congruo l’aumento di un punto percentuale per ciascun giorno successivo al settimo.

Chiediamo allora cortesemente alla Direzione Affari Sindacali d’informare in proposito tutti i centri e le sedi regionali Rai. Suggeriamo, al fine d’evitare inutili contenziosi e là dove si verifica la condizione di reciproco consenso, di predisporre i relativi compensi in modo analogo a quanto stabilito dalla magistratura.

Garantiamo da oggi, a tutti gli iscritti di qualunque sede, l’assistenza legale necessaria a tutelare il diritto oggetto del presente comunicato.

Il Direttivo dell'ARE