Comunicato n. 75 - 17 giugno 1998

L’Europa a 48 ore

Il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato la Direttiva 23 novembre 1993, n.93/104.

Richiamandosi espressamente alla carta dei diritti fondamentali, che acquista valenza precettiva, e secondo le opzioni del trattato di Maastricht la direttiva n.93/104 all’art.6 stabilisce che la durata media di lavoro, per periodi di sette giorni, non puņ superare le 48 ore comprensive dello straordinario.

Questo limite orario puņ essere derogato solo col consenso del lavoratore stesso il quale deve essere libero di prestarlo o meno, senza essere esposto, in caso di rifiuto, a pregiudizi di sorta.

La Direttiva in esame fissa al 23 novembre 1996 il termine entro il quale gli stati membri devono conformarsi mediante leggi, regolamenti, provvedimenti amministrativi o qualunque altra misura che ne assicuri il rispetto da parte delle parti sociali (art.18, n. 1) e si raccorda con la Direttiva n. 91/533 secondo la quale l’orario di lavoro rientra tra i contenuti del contratto di lavoro che il datore č tenuto a rendere noti in forma scritta.

In attesa del prossimo contratto Rai, della sua stampa ed agognata distribuzione a tutto il personale, invitiamo cortesemente l’Azienda a formalizzare la propria adesione alla Direttiva Europea mediante una circolare di servizio che abroghi quanto ancora previsto dal nostro CCL in modo da chiarire, una volta per tutte, che le millantate 60 ore settimanali sono il frutto esclusivo dell’ignoranza e /o del personale rampantismo

Francesco Pompeo