Comunicato n. 80 - 16 dicembre 1998

Pernottamento in trasferta e tredici ore

Con riferimento all’accordo "beffa" del 16/12/97, siglato con il sindacato confederale, che permette all’Azienda di prenotare alberghi nei quali far pernottare i dipendenti e che in cambio di 13 (tredici) ore di lavoro ed esclusivamente in questo caso, "Concede" un nuovo trattamento economico forfetario, l’Associazione afferma di ritenere tale accordo inapplicabile.

L’accordo non è stato siglato da tutte le OO.SS. e non è stato siglato, né condiviso, da nessuna delle organizzazioni sindacali vicine alla produzione.

Relativamente alla sistemazione alberghiera, esso è in contrasto con il principio di libertà del lavoratore cui fa riferimento l’art.41 comma 2 della costituzione, perché si tradurrebbe in un’estensione non retribuita del vincolo di subordinazione al di fuori dell’orario di lavoro, si veda la sentenza del pretore d’Ancona n. 1394/93 del 30/9/97.

Relativamente alle tredici ore di lavoro rileviamo che un orario di quest’ampiezza contrasta con il buon senso, con il contratto di lavoro Rai, con tutte le norme nazionali e comunitarie che fissano il limite massimo orario al di sotto delle dieci ore di lavoro, con tutte le norme preposte alla tutela contro gli infortuni e con le stesse regole dei contratti assicurativi stipulati dalla Rai a salvaguardia dei propri dipendenti.

Ci sia consentito inoltre evidenziare che:

" … L’accettazione da parte del lavoratore di un lavoro straordinario continuativo, o la rinuncia ad un periodo di ferie … non possono esimere il datore di lavoro dall’adottare tutte le misure tutelative dell’integrità psicofisica del lavoratore: comprese quelle intese ad evitare eccessività d’impegno da parte d’un soggetto che è in condizioni di subordinazione socioeconomica."

Cassazione n. 8267 del 1997.

L’Associazione invita e diffida l’Azienda col fine di aprire un tavolo di trattativa che riesamini l’intera questione della trasferta nell’ambito e nei limiti previsti dalla legislazione, per eliminare le sperequazioni di trattamento oggi esistenti e con la dovuta attenzione per la tutela dell’immagine Rai e della produzione.

Francesco Pompeo