Comunicato n. 85 - 31 marzo 1999
PROCEDURE E NORMALITÀ
Abbiamo ricevuto un opuscolo che sotto lintestazione Rai
Radiotelevisione italiana scrive:
- Procedura di gestione delle trasferte
- Note applicative per il dipendente
- Note applicative per le segreterie
- Norme per la gestione delle trasferte
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Lopuscolo ha determinato una violenta reazione
interiore.
Una lettura superficiale faceva pensare allennesimo atto
di pirateria, ma è emersa poi la burla.
Abbiamo costatato che è privo dellindicazione della
struttura che ne ha curato la diffusione, che è senza data di
riferimento, senza numeri di pagina e senza alcuna firma. Abbiamo
capito che ad un vecchio documento aziendale dal titolo:
"Norme per la gestione delle trasferte", le cui pagine
sono regolarmente numerate, è stato aggiunto un cappello di
procedure
Non si sa da chi!
Evidenziamo:
- Il vecchio documento, sebbene condivisibile sotto molti
aspetti, era in ogni caso il frutto duna stesura
unilaterale (aziendale) e non concordata con alcuna
rappresentanza sindacale (così ci risulta). Discutibile
era tutto il paragrafo dal titolo: "Trattamento del
personale in missione in caso di sciopero", perché
chiaramente di parte ed ampiamente opinabile in quanto si
arroga diritti non concordati e diversamente valutati
dalla magistratura e dalla giurisprudenza in genere. ( Si
veda anche la nostra intervista allavv. M. Rossi
pubblicata nel n.13 della rivista INFORMare.
- La parte aggiunta al vecchio documento è più casereccia
e slegata, se non in contrasto con quanto si scrive nel
primo. Introduce un generico obbligo alla mansione
dautista, un altrettanto generico obbligo a farsi
trasportare da personale non abilitato a questo compito e
crea confusione sulle regole preposte al pernottamento
negli alberghi convenzionati. Rileviamo che tutti i nuovi
obblighi non sono attribuiti da "Norme", ma con
particolare arguzia sono battezzati "procedure"!
Di pertinenza più specifica dei capuffici.
- Al paragrafo 2 comma "e" le stesse procedure ci
considerano anormali. Con riferimento ai
dirigenti, giornalisti e funzionari affermano che per
ciascun pasto la spesa sostenibile non può eccedere il
limite della normalità che in Italia, non può
essere superiore alle 80.000 lire...
Lanonimo estensore sia sicuro che ce lo
ricorderemo in sede contrattuale.
Rileviamo in conclusione che le procedure non possono
modificare il contratto di lavoro e che il tentativo di farlo in
questo modo è legittimamente considerato: gratuito, farsesco e
nullo.
Francesco Pompeo