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Roma 17 febbraio 1999
Sono fatti così frequenti che già hanno costretto una nostra organizzazione a scrivere di una nuova, civile resistenza. Non vorremmo proprio andare oltre. Certo non facciamo più in tempo a raccontarli! Certo:
Sono comportamenti contrari allinteresse aziendale!
Luogo e data: Pisa, partita di calcio Italia Norvegia del 10/2/99.
Attori: tutti i membro della squadra di ripresa esterna "Roma 1" e Bologna 2.
Il fatto: il direttore di produzione signor Santirocco sente il dovere di telefonare al suo superiore signor R. Papi per chiedergli il permesso dacquistare dei generi di conforto.
Il permesso gli è negato e la risposta (minaccia), così riferita dal Santirocco medesimo, lascia prevedere un ipotetico conguaglio della spesa con il pasto consumabile a fine incontro.
Nessun genere di conforto è distribuito sebbene la temperatura esterna sia inferiore allo zero.
Con il consueto spirito di dedizione allAzienda, il personale, meritevole a nostro avviso delle più ampie gratificazioni, rimane sul posto e si rassegna al disinteresse aziendale.
A fine incontro ed a fine collegamenti vari, (ore 24 circa dopo 9 ore di lavoro) la squadra va in pausa pasto.
Annessi e connessi. Il giorno successivo è richiesto lo smontaggio ed il rientro con orario "F" (9 17,35). Assente il direttore di produzione chiamato ad altri incarichi la squadra finisce di smontare tra le 15,30 e le 16,30 e rientra da Pisa. Il personale alla guida dei mezzi pesanti (33%) timbra il cartellino di Saxa Rubra intorno alle ore 22 circa, in coincidenza con la tredicesima ora di lavoro e di guida.
Considerazioni. E consuetudine comune a tutti i nostri centri e sedi, che ove levento da riprendere, in trasferta, coincida con un orario pasto, il direttore di produzione o chi per lui distribuisca dei generi di conforto, (variamente quantificati in uno o due panini ed una bevanda). I generi di conforto così distribuiti inibiscono la richiesta dun intervallo per il pasto, che potrebbe influire sullesito della trasmissione.
Riteniamo che tali prassi si è consolidata nellesclusivo interesse aziendale.
Supponiamo poi, che lassenza del direttore di produzione il giorno dello smontaggio e rientro (vista la contemporanea disponibilità in sede daltri suoi colleghi), ha avuto proprio lo scopo di costringere psicologicamente al rientro tutto il personale, compreso quello addetto alla guida dei mezzi pesanti.
Riteniamo che tale tipo di obbligo e/o pressione psicologica, molto simile al plagio, sia stata artificialmente indotta, da tempo, in tutto il settore delle R. Esterne.
Rileviamo, con riferimento al medesimo fatto, la non concordata ed unilaterale decisione di ridurre la composizione della squadra nelle fasi di montaggio e smontaggio, (nonostante i modelli produttivi in vigore).
Questa decisione, se da una parte moltiplica il bisogno di disponibilità e della consuetudine in oggetto, dallaltra aumenta i tempi delle varie fasi di lavoro arrivando a determinare orari di guida improponibili, come nel caso. Rileviamo altresì che la programmazione degli impegni di tutto il comparto R. Esterne supera, di norma, le otto ore.
Evidenziamo, come la richiesta del signor Santirocco sia, a sua volta, indicativa duna ingiustificata condizione di soggezione, vista la sua qualifica e le relative competenze e che il rifiuto oppostogli dal signor Papi traduce, a nostro avviso, un disinteresse per le possibili conseguenze, pericoloso e sicuramente contrario allinteresse aziendale.
Il gruppo di lavoro poteva, infatti, lecitamente pretendere lintervallo pasto in concomitanza con lorario dapertura della mensa del CP/TV mettendo in forse la possibilità stessa di fare la trasmissione.
Nel caso specifico del personale di guida, la coercizione avvertita e in virtù della quale esso si è sentito costretto al volante di mezzi particolari (e dal costo altrettanto particolare) in tredicesima ora ed in presenza di note ed avverse condizioni atmosferiche, va sottolineata come un fatto da procura della repubblica.
Certo occorre una concreta volontà a cambiare!
Il Cartello dellAutonomia e lo SNAP indicono lo stato dagitazione nazionale delle Riprese Esterne e sollecitano con urgenza manifestazioni tangibili della citata volontà a correggere.
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