Comunicato n.96 del 17/4/2000

Imola, sindacato, contratto.

Sia chiaro a tutti! Noi non vogliamo firmare il contratto. Il dott. Flussi delle Relazioni Industriali può confermare quello che in più occasioni gli abbiamo detto: “Non vogliamo un protocollo di Relazioni industriali, vogliamo solo che ci sia aperta la porta quando bussiamo”. Vogliamo e lo ripetiamo ancora, esercitare una costruttiva funzione di promozione d’idee, di consulenza e vigilanza. Il rinnovo di un contratto di lavoro come quello Rai, è un fatto economico di grand’entità e dai tanti risvolti e necessita della partecipazione attiva di tutte le aggregazioni. Continuiamo a sopportare espressioni denigratorie da parte d’altre OO.SS. Si commentano da sole. Continuiamo a leggere, costernati, comunicati che si attribuiscono questo o quel merito, in una sorta di gara tra sigle che ci vede comunque: tutti perdenti. 

L’intervento confederale ad Imola, misura la preoccupazione per un’eventuale perdita di potere contrattuale e non la volontà d’analizzare i motivi del malumore. Non salda, ma infetta la frattura esistente con tanti lavoratori. Ha causato antipatiche situazioni conflittuali tra colleghi e poteva, più razionalmente e democraticamente, risolversi con l’invito rivolto all’Associazione ARE a partecipare al dibattito costruito in loco. I colleghi di Milano c’informano che la registrazione di questa assemblea spontanea, tenutasi in un locale pagato dalla Rai, è un documento storico che merita ampia diffusione. In quel dibattito si è affermato che il contratto era tutto da discutere. Bene!… La mia impressione oggi, dopo una giornata da uditore in Confindustria, è quella che si fosse già discusso di tutto e che solo in conseguenza delle agitazioni si sia aziendalmente deciso di riesaminare l’intera bozza. 

Questo nuovo esame ha gia portato alla sigla di quella parte che riguarda le Relazioni Industriali e le normative per il lavoro atipico, dopo tocca a noi. Il sistema di relazioni industriali siglato continua a delegare alle RSU funzioni esclusivamente marginali e, non riconoscendo alcuno spazio alle nuove aggregazioni, ingessa condizioni già conflittuali in danno di tutti. Analoga osservazione vale per la procedura di conciliazione dei conflitti di lavoro sempre fortemente sollecitata. A riguardo del lavoro atipico rileviamo la preoccupante entità delle percentuali d’ingresso, la cui somma da un totale del 25% cui sarà da aggiungere la percentuale relativa all’apprendistato. Tale cifra, seppure riferita alle singole società, (modifica aggiunta) permette la precarizzazione d’interi settori produttivi e non. La firma dell’intero contratto è prevista a brevissimo termine. 

Per quello che attiene alle garanzie ed alle promesse del signor Tomei (Uil), speriamo di poter presto costatare il suo impegno a proposito di trasferta e di vedere dove esso ci porterà. 

L’invito rivoltoci ad Imola per l’Are-Snap al tavolo si è concretato, purtroppo, in una presenza superflua che, come fatto rilevare dai colleghi della Lista indipendente, (che ringraziamo per la bontà e chiarezza del loro contributo) potrebbe attribuirci delle responsabilità immotivate essendoci negato l’accesso al dibattito. Speriamo maturi rapidamente una considerazione diversa da parte Confederale o da parte dell’Azienda. Considerazione che, peraltro, è stata garbatamente sollecitata dallo stesso on.le V. Vita in sede di ministero delle Telecomunicazioni. (Documento già diffuso)

Ringraziamo i tanti colleghi che ci hanno espresso simpatia e solidarietà.

Francesco Pompeo