Abbiamo in questi giorni letto, ascoltato e visto da tutti i notiziari le conseguenze dei bombardamenti all'uranio impoverito della nato in Kossovo sui nostri militari, inizialmente come tutti abbiamo creduto si trattasse di casi isolati, ma man mano che le notizie aumentavano si andava delineando uno scenario diverso e a tratti sconvolgente, si è scoperto ad esempio che esiste una mappa dei siti maggiormente radioattivi, tra queste mappe c'erano per la maggiorparte luoghi a noi conosciuti dove stazionano e operano i nostri militari, luoghi conosciuti come Pec ed il confine con l'Albania.
Il governo inizialmente scettico ha pian piano cambiato parere insieme a tutti gli alleati europei, come ad esempio la Francia, il Portogallo, il Belgio e la Gran Bretagna, paesi che hanno deciso di non prendere sottogamba un problema di tale portata e quindi effettuare controlli ai militari in partenza ed in arrivo dai paesi balcanici.
Ora tutti questi fatti ci fanno ragionare su due punti che varie volte cerchiamo di affrontare come Associazione di lavoratori che operano in esterna e quindi anche nei Balcani, la prima considerazione è di carattere sanitario, se dei controlli si stanno facendo ai militari italiani allo stesso modo chiediamo all'Azienda di effettuare le stesse analisi radiotossicologiche al personale RAI; la seconda considerazione è di carattere decisionale, come precedentemente da noi asserito ed oggi avvalorato dai fatti, il personale inviato in tali missioni deve essere assolutamente volontario.