Comunicato n.118 del 27/08/2002

In parole povere ...

Da questo rinnovo contrattuale ci aspettavamo:

  1. L'adeguamento della trasferta. Come sapete tutte le cifre fisse ed i forfait che la compongono sono tali da circa un ventennio.
  2. La concessione del 25% a tutta la produzione. Ritenevamo e riteniamo che un 25% per  mancata limitazione e variabilità degli orari di lavoro avrebbe eliminato burocrazia, reso più semplice ed agevole l'organizzazione del lavoro ed introdotto consistenti economie.

Ci siamo scontrati con intenzioni e piani d'altro tipo. L'Azienda chiedeva un rinnovo contrattuale a costo zero e una diminuzione dei costi di produzione da raggiungere attraverso l'eliminazione di tutte le forfetizzazioni e l'introduzione di un orario truffa, il multiperiodale.

Il nostro sciopero di cinque giorni contro l'aberrazione del multiperiodale è servito a far cestinare quella proposta ed a riformulare le altre, ma ha obiettivamente fiaccato la nostra capacità di reazione.

Organizzazioni d'altro spessore, i sindacati storici,  assenti o quasi dal mondo della produzione e già disponibili al multiperiodale, hanno opportunamente strumentalizzato i fatti.

L'obiettivo dell'Azienda di limare i costi di produzione si è così  sposato con quello sindacale di ridistribuire il relativo risparmio nei vari feudi d'interesse particolare e di maggiore fedeltà.

Ecco allora la riduzione del 25% e del 33%, (quel 33% che loro ci avevano imposto in cambio della concessione di tutti gli orari immaginabili) ad un 8% più 17% congelato che lima e che punirà tutti i nuovi assunti della produzione, ma che in cambio, si può estendere a questo o quel settore  come è accaduto.

I nostri incontri con l'Azienda si concludevano purtroppo con l'amara consapevolezza di dover subire, ma con l'impegno a discutere di trasferta nelle code contrattuali. Non c'è stato alcun seguito.

Gli accordi conclusivi del 18 luglio 2002, che hanno continuato a vedere assenti le organizzazioni sindacali della produzione sembrano perpetuare la volontà di colpire tutti noi per ridistribuire, omologare al peggio e diversamente classificare gli altri colleghi della Rai. Siamo felici per loro.

Ci sia consentito però d'esprimere, secondo le loro nuove regole, la nostra incazzatura se.

Siamo sempre più poveri!

Il direttivo