Da questo rinnovo contrattuale ci aspettavamo:
Ci siamo scontrati con intenzioni e piani d'altro tipo. L'Azienda chiedeva un rinnovo contrattuale a costo zero e una diminuzione dei costi di produzione da raggiungere attraverso l'eliminazione di tutte le forfetizzazioni e l'introduzione di un orario truffa, il multiperiodale.
Il nostro sciopero di cinque giorni contro l'aberrazione del multiperiodale è servito a far cestinare quella proposta ed a riformulare le altre, ma ha obiettivamente fiaccato la nostra capacità di reazione.
Organizzazioni d'altro spessore, i sindacati storici, assenti o quasi dal mondo della produzione e già disponibili al multiperiodale, hanno opportunamente strumentalizzato i fatti.
L'obiettivo dell'Azienda di limare i costi di produzione si è così sposato con quello sindacale di ridistribuire il relativo risparmio nei vari feudi d'interesse particolare e di maggiore fedeltà.
Ecco allora la riduzione del 25% e del 33%, (quel 33% che loro ci avevano imposto in cambio della concessione di tutti gli orari immaginabili) ad un 8% più 17% congelato che lima e che punirà tutti i nuovi assunti della produzione, ma che in cambio, si può estendere a questo o quel settore come è accaduto.
I nostri incontri con l'Azienda si concludevano purtroppo con l'amara consapevolezza di dover subire, ma con l'impegno a discutere di trasferta nelle code contrattuali. Non c'è stato alcun seguito.
Gli accordi conclusivi del 18 luglio 2002, che hanno continuato a vedere assenti le organizzazioni sindacali della produzione sembrano perpetuare la volontà di colpire tutti noi per ridistribuire, omologare al peggio e diversamente classificare gli altri colleghi della Rai. Siamo felici per loro.
Ci sia consentito però d'esprimere, secondo le loro nuove regole, la nostra incazzatura se.
Siamo sempre più poveri!