C'era stato promesso, ci avevamo creduto, ci siamo illusi
Dopo la caotica firma dell'accordo contrattuale del 2000, ritenevamo che fosse finalmente arrivato il momento della stampa e della distribuzione del contratto ai lavoratori Rai.
Negli ultimi tredici anni i colleghi (a onor del vero pochi) che sono stati assunti, mai hanno avuto il piacere di ricevere uno straccio di copia del contratto. Non è obbligatorio per tutte le aziende!
Il contratto collettivo di lavoro è il documento che ci identifica, che stabilisce le regole e le norme da rispettare e quindi, la sua divulgazione rappresenta un atto dovuto.
Nel nostro piccolo abbiamo cercato di sopperire a questa mancanza, pubblicando nel sito Are tutti i contratti dal 1966, tutti gli accordi, le ipotesi d'accordo, le code contrattuali, le lettere alle OO.SS. e via dicendo, la buona volontà non ci manca, ma non è sufficiente a consentire la necessaria comprensione.
Anche per noi è diventato difficile spiegare in questo ingarbugliato rompicapo quale siano i diritti e i doveri in vigore, come se fosse proprio il caos il fine che si desiderava raggiungere.
C`e` forse bisogno di uno sciopero per costringere alla divulgazione del contratto?
Se le OO.SS. non riescono, non vogliono o si vergognano d'informare i lavoratori di quello che la Rai gli fa firmare, allora lo facesse l'Azienda.
Abbiamo forse bisogno di un luminare della semantica per districare la matassa?
La logica e la ragionevolezza ci impongono di chiedere, alla RAI, di stampare il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e di distribuirlo a tutti i dipendenti.
Non vogliamo aspettare altri tredici anni!!