Comunicato n. 127 del  10 dicembre 2003

Stiamo ancora aspettando!

C'era stato promesso, ci avevamo creduto, ci siamo illusi

Dopo la caotica firma dell'accordo contrattuale del 2000, ritenevamo che fosse finalmente arrivato il momento della stampa e della distribuzione del contratto ai lavoratori Rai.

Negli ultimi tredici anni i colleghi (a onor del vero pochi) che sono stati assunti, mai hanno avuto il piacere di ricevere uno straccio di copia del contratto. Non è obbligatorio per tutte le aziende!

Il contratto collettivo di lavoro è il documento che ci identifica, che stabilisce le regole e le norme da rispettare e quindi, la sua divulgazione rappresenta un atto dovuto.

Nel nostro piccolo abbiamo cercato di sopperire a questa mancanza, pubblicando nel sito Are tutti i contratti dal 1966, tutti gli accordi, le ipotesi d'accordo, le code contrattuali, le lettere alle OO.SS. e via dicendo, la buona volontà non ci manca, ma non è sufficiente a consentire la necessaria comprensione.

Anche per noi è diventato difficile spiegare in questo ingarbugliato rompicapo quale siano i diritti e i doveri in vigore, come se fosse proprio il caos il fine che si desiderava raggiungere.

C`e` forse bisogno di uno sciopero per costringere alla divulgazione del contratto?

Se le OO.SS. non riescono, non vogliono o si vergognano d'informare i lavoratori di quello che la Rai gli fa firmare, allora lo facesse l'Azienda.

Abbiamo forse bisogno di un luminare della semantica per districare la matassa?

La logica e la ragionevolezza ci impongono di chiedere, alla RAI, di stampare il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e di distribuirlo a tutti i dipendenti.

Non vogliamo aspettare  altri tredici anni!!

Il Direttivo ARE