Il dott. Pellegrini, nominato di recente Dirigente Responsabile della Struttura Riprese Esterne ed Interne del CP/TV di Roma, ha cortesemente accettato di rispondere ad alcune domande.
R) Giudico apprezzabile il lavoro fatto dallARE con quella proposta di ristrutturazione, ma non condivido il contesto di riferimento. La struttura riprese è oggi costituita da 20 studi, 10 pullman di ripresa attrezzati, troupe leggere, collegamenti mobili, un considerevole ap-parato tecnico, parco lampade e laboratori vari. Se la RAI va verso un assetto per divisioni e poi holding, la produzione è certamente destinata ad essere una società autonoma che si confronta sul mercato. Per rispondere a questa sfida siamo attrezzati come professionalità, abbastanza attrezzati come mezzi ed apparati, un po' meno come controllo dei costi. Per superare lhandicap dei costi bisogna migliorare la pianificazione delle risorse e la loro flessibilità dimpiego, non è quindi ipotizzabile un assetto di squadra rigidamente ancorato ai mezzi.
2) E una proposta condivisibile quella della concessione della "A" operativa ai primi controlli audio e video, al mixer ed ai primi operatori al top della rispettiva professionalità?
R) Non ho nulla in contrario, è un problema sindacale.
3) Credo che anche lei si scontri quotidianamente con i fatti burocratici legati allorario tabellare, alle variazioni necessarie ecc. ecc. Come considera la possibilità di concedere il 25% a tutto il personale legato alla produzione e quindi d'avere una maggiore elasticità e disponibilità?
R) Il contratto collettivo di lavoro non è stato pensato per affrontare questo tipo di sfida produttiva, anche se recentemente si sono introdotte importanti novità quali lo specializzato della produzione e limpiego più flessibile dei tempi determinati. Evidentemente andranno introdotti correttivi su una serie distituti incoerenti rispetto agli obiettivi che voi citate.
4) Ha difficoltà ad immaginare un direttore di produzione proveniente dallarea degli operatori di ripresa ?
R) NO, purché siano presenti gli adeguati requisiti. Nellattuale situazione, immagino in ogni caso che possa costituire uneccezione alla regola.
5) Ritiene utile la nuova figura dello specializzato della produzione? Immagina quali potranno essere i criteri di suddivisioni e quindi i diversi compiti allinterno di questa nuova figura ?
R) Lo specializzato della produzione costituisce un importante elemento di flessibilità nelle squadre di ripresa, se sapremo utilizzarlo con intelligenza e rapidità superando cristallizzazioni e timori legati a piccoli privilegi corporativi.
6) Le piacerebbe gestire una squadra anti-appalto?
R) Rispetto agli appalti noi tutti - dirigenza, quadri, professionisti di questo settore - dovremmo condividere un insieme di valori con il fine di superare i vincoli che non consentono, talvolta, il migliore impiego delle nostre risorse. Dobbiamo puntare ad un segmento alto della produzione, utilizzando occasioni minori solo allo scopo di ottimizzare. In questa realtà, lappalto dovrebbe servire solo per riempire picchi produttivi in momenti di reale saturazione delle risorse interne del minore livello di complessità possibile. Su questo terreno il confronto con le Organizzazioni Sindacali e le Associazioni vorrei che fosse il più serrato ed il più costruttivo possibile. Presto potremo valutare se le prime iniziative intraprese muovono concretamente in questa direzione.
7)Lei ha assunto da poco la dirigenza del settore R.E. ed interne del CP/TV di Saxa Rubra, quali sono i primi obiettivi che si ripromette di raggiungere ?
R) Negli ultimi quattro anni lAzienda ha cambiato quattro volte il top management. Pochissime aziende avrebbero sopportato questa cura da cavallo, se la RAI ce lha fatta lo si deve ad un ricchissimo tessuto professionale, ad una tecnostruttura di quadri e dirigenti che ha saputo recuperare 800 miliardi stimati di deficit di bilancio e 3500 miliardi dindebitamento, riducendo contemporaneamente il personale di 2000 unità e quasi dimezzando il numero dei dirigenti. Analogamente le Riprese Esterne, nellarco di pochi mesi, stanno assistendo alluscita del gruppo dirigente storico (Pezzini, Bravi, Ciafaloni). Grazie al loro lavoro di costante costruzione di un prezioso patrimonio professionale, possiamo essere sicuri che il ricambio sarà non solo adeguato, ma che proseguirà la crescita dellintero settore. Gli obiettivi concreti possono essere così riassunti: · Riduzione fino allannullamento delle aree dattesa e presidio, destinando le risorse liberate (emergenza e satellite) alla produzione ed allesercizio. Riposizionamento delle REL verso segmenti qualitativamente elevati e produttivamente complessi che giustifichino i valori professionali ed i costi produttivi. Unancora più efficace pianificazione dei pullman di ripresa.
8) Come intende realizzarli concretamente?
R) Per fare questo è necessaria una gran consapevolezza da parte di tutti, una spiccata volontà di collaborare portando idee, contributi, critiche. Sono sicuro che i risultati potremmo valutarli insieme. Vorrei aggiungere che il ruolo delle Associazioni può essere stimolante se non si sovrappone allazione sindacale già affollata da troppe sigle, viceversa dovrebbe essere un importante stimolo sui temi specifici delle professioni, della qualità, dellevoluzione dei processi produttivi. Tutto questo dovrebbe avvenire confrontandosi sempre meno con dinamiche e logiche tutte interne allAzienda, ma confrontandosi con analoghe realtà nazionali ed internazionali, solo così sapremo adeguarci alla grande sfida che i prossimi anni ci riservano. Dalla rivoluzione digitale alla liberalizzazione dei mercati, alle grandi alleanze di cui dovremo far parte, alla multimedialità.
a cura di Francesco Pompeo