LETTERA APERTA

Questa la scrivo perché non veniate ad uno ad uno a chiedermi cosa è successo o non è successo, e se sono sempre comunista.

PREMESSA

L’A.R.E., l’Associazione Riprese Esterne è un’associazione professionale e non un sindacato, il cui scopo è quello di tutelare i diritti e gli interessi dei lavoratori delle riprese esterne; non è un’associazione di operatori di ripresa.

I FATTI

Una domenica mattina il Presidente dell’A.R.E. mi chede se sono disposto a presentarmi come candidato per l’A.R.E. alle elezioni delle RSU di Firenze, mi dice anche che non essendo l’A.R.E. un sindacato non può presentare una propria lista ma si deve appoggiare ad un sindacato; aggiunge che l’associazione si appoggia allo SNATER specificando che la candidatura è per l’A.R.E.. A me non sembra una cosa così terribile ed accetto. Nel contempo il mio sindacato, la CGIL, mi comunica che la cosa è incompatibile con lo statuto dello stesso ed io ritiro la candidatura. A questo punto scoppia il putiferio che tutti sanno.

I MOTIVI

I motivi della mia scelta sono semplici, ormai vivo (e si tratta proprio di vivere) alle esterne da qualche anno e mi sono accorto che c’è ben poca attenzione da parte di tutti per alcuni problemi anche gravi: non si tratta solo di una questione economica, infatti assisto quotidianamente alla violazione dei più elementari diritti anche sul versante della sicurezza sul lavoro, e non si tratta di fumo passivo ma di gente rimasta invalida per la vita; per di più sono stanco di sentirmi dare del ladro.

IL MIO PENSIERO

Ingenuamente ho creduto che quando si tratta di diritti il fine giustifica i mezzi. Che ingenuo, la cosa è diventata spunto per trucidi richiami...

…………………….

In conclusione il mio vero pensiero è che uno si candidare ma si può con libertà anche ritirare e non si tratta di democrazia ma di buon senso. Comunque dopo anni di assenza fa un certo piacere sentirsi così al centro dell’attenzione: come si dice parlatene bene, parlatene male, ma l’importante è che se ne parli.

Saluti a tutti,

Andrea Gori
Sede di Firenze

(la lettera non è completa in quanto arrivata via fax e risulta mancante del pezzo tratteggiato; ce ne scusiamo con l’autore ed i lettori. N.d.r.)