Cinecittā, dalla privatizzazione restano fuori RAI e MEDIASET

<La privatizzazione degli studi di Cinecittā č stata completata positivamente>: lo ha detto il presidente di "Cinecittā servizi", Luigi Abete, comunicando ieri la composizione azionaria della societā che amministra gli studi cinematografici romani.

Hanno sottoscritto i 50 miliardi di capitale quattro aziende con quote rispettivamente dell'11,25 per cento, che sono la Cecchi Gori Group, la Filmauro, il gruppo Delta Valle e il gruppo Merloni (5 miliardi e 625 milioni ciascuno).

Hanno sottoscritto quote del 7,50 percento la Dear Cinestudi e la Efi Banca (3 miliardi e 750 milioni ciascuno).

Il rimanente 40 per cento del capitale resta in mano alla Cinecittā Holding SpA, la capogruppo erede dell'Ente Cinema, che si riserva la possibilitā di cedere a nuovi soci una parte delle sue azioni.

Restano fuori Mediaset e RAI, che sembrava dovessero giocare un ruolo da protagonisti.

La RAI, tuttavia, ha spiegato Abete, si č detta intenzionata a rivedere la sua posizione ed eventualmente ad entrare nella societā 1999.

tratto dal Il Messaggero del 30 giugno 1998