- Di mamma Rai non c'è più
traccia
- ora si cambia, piaccia o non
piaccia.
- Sono venuto alle Pesanti
- per bacchettare tutti quanti,
- nessuno escluso, compresi i
capi
- Dario, Pacelli e Roberto
Papi.
- Le Divisioni porteranno
dolori,
- anche per te mio caro Batori,
- lacrime amare, sospiri e
singhiozzi
- ho riservato ai tuoi
scagnozzi.
- Poi toccherà alla
segreteria,
- reparto ponti e pullman
regia,
- laboratori e uffici vari,
- esigo tanto... per trenta
denari!
- "Lavorare duro!"
Questo è il mio motto
- non mi comprate, non sono
corrotto,
- nè pane, nè vino e neanche
Wisky,
- mi basta solo certa Lewinsky
- per farvi stare sempre in
allerta
- oltre che in sede, anche in
trasferta,
- per controllarvi in ogni
momento,
- dall'Emergenza al Grande
Evento.
- Dò per scontato che l'ARE e
Pompeo
- mi faran guerra nel Giubileo
- ma una squadra di Pellegrini*
- soffocherà lotte e casini.
- Sono agguerrito, sono un
canaccio,
- chi si ribella: prendo e lo
caccio!
- Il Sindacato ormai lo
rinnego,
- del suo statuto io, me
ne frego!
- Sto stravolgendo pure il
contratto,
- di leggi e regole io me
ne sbatto!
- Col mio sistema stakanovista
- la gente a zonzo non s'è
più vista.
- Son prepotente, astuto e
impunito
- ho spalle grosse e dietro... il
partito!