BBC licenza centinaia di dirigenti

Dopo sei mesi passati ad "ascoltare" e prendere le misure di una azienda mastodontica, che dà lavoro a 24 mila persone, Greg Dyke, il nuovo direttore generale della BBC, è passato ieri all'azione. Annunciando una ristrutturazione che cambierà da cima a fondo lo stile di gestione della " vecchia zia", come le chiamano affettuosamente gli inglesi.

L'era Dyke prevede una BBC molto più snella di quella lasciata in eredità da John (da poco Lord) Birt. 

Birt era un fanatico del management per organigrammi. 

Con l'aiuto della società di consulenza McKinsey, l'ex direttore generale aveva rilanciato la società, iniettando robusti criteri di gestione privata. 

Con l'andare del tempo, l' amore per i modelli manageriali era però diventato un ossessione. 

I quadri si erano moltiplicati e la gestione, apparentemente collegiale, alla fine doveva fare i conti con la volontà del capo supremo che spesso opponeva il proprio no a progetti rimasti in gestazione per mesi. 

Inoltre, una serie di iniziative (come quella on-line con Beeb.com o il servizio internazionale BBC World) era ormai scivolata irreversibilmente nel campo commerciale, creando problemi di principio tra la vecchia BBC, finanziata dal canone e le attività della nuova, finanziate dalla pubblicità.

L'approccio di Dyke si annuncia agli antipodi. 

Il nuovo boss della televisione pubblica britannica ha deciso ieri di raccogliere il grido di dolore di dipendenti, demotivati persi tra procedure che rendevano la loro vita simile a quella degli impiegati statali, per ridare spazio ai contenuti. 

Dyke, con lo slogan "una BBC", ha detto che centinaia di quadri-parassiti dovranno andarsene, con un risparmio di 200 milioni di sterline . 

Queste verranno girate negli investimenti in programmi, la cui punta, in ultima analisi, decide il successo di un gruppo televisivo. 

Dyke vuole portare dal 76 all' 83% la spesa in programmi su un totale di ricavi disponibili (dal pagamento del canone) di 2,6 miliardi di sterline. 

La nuova struttura sarà più agile, con 17 centri operativi che faranno capo a Dyke ( " più leadership e meno gestione " è la formula) e quattro direttorati centrali, altamente efficienti: il primo è la televisione che da Alan Yentob andrà a Mike Thompson. 

Yentob passa alla direzione e spettacoli. 

Le altre due aree sono la radio e le attività on-line, che si dice che possano essere quotate in borsa.

Lo scorso mese il governo ha concesso 1,3 miliardi di sterline di fondi addizionali alla BBC fino allo 2006/7, quando scadrà la concessione della Royal Charter. 

In cambio ha però chiesto all'organizzazione di tagliare i costi di 1,2 miliardi di sterline. 

Dyke, un " self made man " plurimiliardario, di simpatie laburiste, debuttò negli anni 80 alla Tvs dove, tagliando i costi, riuscì a realizzare il doppio dei ricavi per persona rispetto a rivali quali Granada e Thames Tv. 

Passò poi a Lwt, dove nuovamente creò una struttura snella che fece decollare il titolo e rese ricco il direttore. 

Finì poi alla Pearson Tv, dove gestì la nascita di Channel 5, di cui il colosso editoriale inglese ha una quota consistente. 

La formula efficentista non porterà allo sfruttamento dei dipendenti:" il nostro obiettivo -ha detto ieri Dyke- è di creare una BBC in cui la gente sia contenta del proprio lavoro, ispirata e unita nell' obiettivo condiviso di fare grandi programmi e fornire servizi di qualità straordinaria ". 

Negli ultimi dieci anni lo share di audience della BBC è sceso dal 37,7% al 28,3% mostrandosi più resistente del previsto grazie all'ottima qualità dei programmi e, specialmente, dell'informazione. 

P.S.: Sbagliamo noi.... Oppure gli inglesi?