Conigli, camaleonti, talpe, faine, pavoni, canguri.

É già verificato e testimoniato. Siamo, ancora una volta, in presenza di comportamenti che dimostrano poco rispetto per il sindacalismo e nessun rispetto per la democrazia.

Si fanno votare i colleghi assunti a tempo determinato e si raccolgono adesioni spicce girando per gli uffici.

Se il voto dei T.D., risultati a parte, si può considerare non valido e nullo perché è noto, che per entrare nei bacini del precariato è d'obbligo l'iscrizione al "sindacato" ed è quindi plausibile una condizione di soggezione che impedisce la libera espressione di volontà; raccogliere privatamente adesioni girando per gli uffici è, a dir poco, "grottesco".

Sappiamo tutti con certezza che i pezzetti di carta con i "si", se non sono stati raccolti secondo le regole della democrazia e dell'urna, hanno valore solo nelle afro-dittature caratterizzate, purtroppo, da estrema indigenza ed ignoranza.

Qualcuno ha scritto che siamo un popolo di conformisti, di trasformisti, di opportunisti che non prendono mai posizione per paura di perderla, che crede o finge di credere solo nella propria verità, purché gli tuteli i privilegi acquisiti e gli consenta facili scappatoie. Un popolo di furbi che non volendo passare per fessi, trovano sempre qualcuno più furbo di loro che li fa fessi…Un popolo di conigli, di camaleonti, di talpe, di faine, di pavoni, di canguri…Un popolo non abbastanza cinico da giustificare col fine ogni mezzo, ma abbastanza egoista per badare al proprio "particolare" più che al bene collettivo. Un bene collettivo da cui lui stesso alla resa dei conti, trae, o spera di trarre, vantaggio… (R. Gervaso "Dalla seconda alla prima repubblica" ed. Sperling & Kupler 18.53 07/03/01)

Loro sembrano confermarcelo!

Non ci stiamo, siamo stufi d'essere presi per i fondelli.

Se dobbiamo pagare un prezzo alla globalizzazione o alle difficoltà di una classe poco dirigente, vorremmo pagarlo responsabilmente.

Pretendiamo competenza, serietà, produzione ed imprenditorialità.

Siamo stufi di contratti che non decorrono mai da quando è scaduto il precedente e che premiano solo la lungaggine nelle trattative. Stufi di arretrati forfettizzati coerenti solo col furto e col premio alla lungaggine.

Siamo stufi del mancato adeguamento di trattamenti congelati da vent'anni (trasferta) e di certi pasti con un limite della normalità di 80.000 lire. Di aumenti concessi con la sinistra e ripresi con la destra attraverso la riduzione dei parametri. Della richiesta generalizzata di flessibilità che riguarda solo pochi e sempre gli altri.

Siamo stufi di sentire che si vogliono aumentare i minimi di tutti, mentre si crea gratuita divisione e confusione col privilegio (8%) concesso solo agli impiegati delle redazioni e degli uffici produzione. Sosteniamo con forza che il ritorno a straordinario della produzione non determinerà risparmio alcuno, ma aumenterà i tempi ed i costi di produzione. La sola eventuale applicazione del nuovo contratto, ne siamo certi, sta già lievitando qualche statistica.

Siamo anche stufi di sentir denigrare quest'Azienda ed i tanti che vi lavorano con dedizione e scrupolo.

Intimorita, confusa, contestata, pubblica, privata, indecisa, invertita, la vorremmo in ogni caso sana e modello per il paese e la democrazia.

Francesco Pompeo
f.pompeo@areweb.it